Lorena si racconta

Mi chiamo Lorena tra poco compirò 51 anni. Voglio raccontarvi qualcosa di me. Nel 2017 mi è stato diagnosticato il Parkinson.

Quando me lo comunicarono ci rimasi molto male, non direttamente per me ma per mia figlia, per il mio compagno e tutta la mia famiglia. Non volevo darlo a vedere, ma dentro di me continuavo a pormi domande :perché, come mai, cosa mi è successo, perché, perché. Si dice sempre che le battaglie più dure vengono date alle persone che sono più "forti", però in quell'essere forte si è inevitabilmente anche fragili. Questo identifica molto il mio modo di sentirmi, giorni piena di forza , positiva, alternati da giorni più neri, nervosa e stanca di una stanchezza che ha un nome che tutti lo identifichiamo con la lettera maiuscola "Parkinson".

Nonostante ciò non voglio rinchiudermi in me stessa, non voglio lasciare vincere l'ospite indesiderato che vuole predominare sul mio fisico e sulla mia mente . Questo lo devo prima di tutto a me stessa ma sopratutto a mia figlia (la parte migliore di me) e al mio compagno. Loro mi stimolano a non mollare, a tenermi positiva, con il loro amore che mi offrono tutti i giorni, devo farcela.

Ho iniziato a riprendere in mano l'uncinetto, e nonostante il tremore alla mano è diventato una vera passione. Con l'arte giapponese dell'amigurumi creo pupazzetti di mille colori. Ognuno a suo modo può andare avanti, abbiamo ancora tanto da dare. Dalle mie creazioni traggo soddisfazione, con ogni colore che uso voglio dimostrare che posso ancora colorare la mia vita e quella degli altri. È molto importante condividere con le altre persone i nostri momenti positivi o meno. Non dobbiamo vergognarci di avere con noi un ospite che non è stato chiamato a far parte della nostra vita

 Purtroppo c'è , ma non dobbiamo abbassare la guardia con lui, non dobbiamo arrenderci con facilità, perché è quello che vuole. Ho conosciuto ultimamente in vari incontri persone come me, ritengo ciò molto importante, condividere con altri le esperienze e sensazioni ci fa sentire più forti, perché L'UNIONE FA LA FORZA E CI AIUTA A COMBATTERE! MAI MOLLARE. Spero tanto che tra la varie associazioni per i malati di Parkinson si instauri una fittissima rete di collaborazione, una forza comune per riuscire ad avere sempre più visibilità ed informazione e in un domani sempre più vicino ad aiutare la medicina a trovare una cura che sconfigga "l'ospite indesiderato".

COMUNQUE ANDARE

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